Author: Mina Distratis (6 Articles)
Sociologa delle organizzazioni, dal 2001 è consulente e ricercatrice sui temi del knowledge management (KM), della tecnologia integrata al sistema sociale, degli spazi di lavoro, dell’analisi e progettazione organizzativa.
Questo articolo è un abstract dell’articolo “Oltre il Knowledge Management, il Community Management: una rivoluzione culturale in corso”, di Maurizio Mesenzani e Mina Distratis, pubblicata su CP/Computer Programming Volume XVII n. 3
Stiamo assistendo ad una vera rivoluzione, non solo tecnologica ma anche e soprattutto sociale e culturale. In primo piano non sono più le tecnologie ma l’appartenenza ad una o più Comunità.
Appartenere significa condividere relazioni e accedere a una serie di informazioni aggiornate che si creano, si consumano e si trasformano nel corso della vita della community, grazie al continuo intensificarsi di relazioni e condivisione di risorse, oggetti, dati, strumenti… Informazione e persone diventano così inscindibili e il web 2.0 sembra rendere reale il connubio persone – informazioni – relazioni.
L’appartenenza a reti sociali è ormai diventata cultura. L’individuo fa parte di vere e proprie reti sociali: appartiene a comunità multiple, anima le comunità, le vive, le popola di contenuti.
La conoscenza non risiede più nei database, ma si genera nelle Community ogni volta che le persone interagiscono in modalità reali o virtuali: incontri, workshop, convention, stanze on line, forum di discussione, blog. Qualunque sia il canale di contatto, le Community permettono generazione e scambio di conoscenze, rappresentando l’evoluzione naturale del knowledge management.
In tale contesto, l’obiettivo per le aziende diventa quello di facilitare le interazioni tra gli individui sostenendo la nascita e la valorizzazione di comunità e reti sociali. Si diffondono nuovi strumenti di Comunicazione (es. le chat interne; le eConf …); Condivisione (es. l’eRoom, spazi virtuali strutturabili in base alle esigenze del gruppo e in cui il contenuto viene co-prodotto); Ricerca (es. Wiki integrati ai portali di KM per la co-produzione di contenuti e la ricerca per parole chiave definite dall’utente)
La rivoluzione culturale è ancora in atto le Community sono già una realtà. Alcune aziende hanno cominciato a muoversi adottando i primi strumenti di social networking e web 2.0, ma non basta. Sono necessari cambiamenti radicali ed integrati di tecnologie, organizzazione, processi e persone (in termini di skill, conoscenze e competenze). Quali gli scenari futuri? Quale la situazione generata dai cambiamenti in corso? Come sarà il knowledge management del futuro, quali strumenti sopravviveranno, quali tecnologie si diffonderanno e come cambieranno i rapporti tra organizzazioni, tecnologie e persone?




Brava Mina, ottimo pezzo e giusti interrogativi…