In psicologia l‘ascolto è uno strumento dei nostri cinque sensi per apprendere, conoscere il tempo e lo spazio che ci circonda e comunicare con noi stessi e il mondo circostante.
L’ascolto è un processo psicologico e fisico del nostro corpo per comunicare ai nostri neuroni, al cervello che li traduce in emozioni e nozioni. (Wikipedia)

ascoltoIl tempo in cui viviamo è frenetico, pieno di contenuti, pieno di opportunità e di insidie, nascoste in una mole impressionante di contenuti che vengono ogni giorno prodotti in rete.
Spesso non sappiamo piu’ cosa voglia realmente dire la parola ascoltare, perdendo opportunita’ appunto per aumentare il nostro bagaglio di nozioni, e perdendo opportunità di crescita.
Questo è tanto vero nella vita reale quanto nella sfera del web.

“Nel 2010 è stata creata una quantità di dati superiore a quella prodotta complessivamente dall’uomo negli ultimi 30.000 anni (Eric Schmidt – Google)”

Le implicazioni di questa produzione massiccia di dati sia a livello individuale che aziendale devono ancora essere chiarite, sia per quanto riguarda come accedere a questi dati, che a livello di prioritizzazione.

Come separo il rumore dal valore?
Come posso realmente avere accesso a dati che possano generare valore ed accrescere la conoscenza dei miei clienti?
Come posso anticipare le esigenze dei miei clienti?
Come posso confrontare i miei servizi con quelli offerti dai miei competitor?
Quali sono i punti di forza e di debolezza della mia offerta?

La chiave di volta è in una strategia di listening mirata, che riesca ad amplificare il significato filtrando il rumore di fondo. Esistono molti approcci al listening della rete e dei social network
Possiamo schematicamente suddividerli in queste categorie :

  1. Approccio Semantico
  2. Approccio per Keyword
  3. Approccio Statistico

Noi abbiamo scelto di utilizzare un approccio statistico in quanto i principali vantaggi che vediamo sono :

  1. Basso sforzo di apprendimento del sistema per consentire un’ analisi con margini di errore ridotti
  2. Approccio indipendente dalla lingua ( a differenza dei motori semantici)
  3. Margine di errore ridotto intorno al 3% (contro un 15% dei migliori sistemi semantici)
  4. Non solo sentiment, ma significato ( di cosa parlano i clienti e non solo la polarizzazione delle discussioni)

Tutto questo al fine di riuscire ad ascoltare e tradurre in nozioni ed azioni questo ascolto per poter garantire al cliente un’esperienza social completa ed iniziare a delineare nuove strategie di segmentation per il cliente social.